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Marco
Pallonetto
marco.pallonetto@agenziademanio.it

Isola (Isola, Montalbano Pianazza)
Si premette che la presente è scritta in nome e per conto di:
DEVOTO Franca, residente in La Spezia, località Sarbia, in via Castellazzo n° 8/F, DEVOTO Bruna, residente in La Spezia, località Pianazza, in via Montalbano n° 74, DEVOTO Renata, residente in La Spezia, località Pianazza, in via Castellazzo n° 8/F, in qualità di proprietarie dei terreni identificati al C.T. del Comune della Spezia al Fg. 6 mapp.li 108, 115, 171, 271 e 274 (tutti terreni ubicati in Pianazza)
Fatta la dovuta premessa, si coglie favorevolmente la possibilità concessa dall'Amministrazione di poter esprimere il proprio "pensiero" e fornire un contributo attivo per la formazione del nuovo PUC. A tale scopo, impossibilitate a partecipare all'incontro programmato per il quartiere della Pianazza, ci pregiamo di esprimere i seguenti concetti.
I. Appare apprezzabile - in linea per così dire “ideologica” - l’intento dell’Amministrazione Comunale, finalmente, di far propria una “nuova filosofia edilizia” : basata essenzialmente sulla salvaguardia del territorio.
Si doveva tuttavia giungere a ciò non alla luce dei recenti “disastri ambientali”, che hanno colpito la Città e la nostra Provincia.
II. Ciò posto, ci permettiamo comunque di dissentire dall’impostazione del cd. “taglio netto” di ogni genere di edificazione nelle zone collinari, che la nuova pianificazione sembra portare con sé. 
Questo rilievo è frutto di una serie di ragioni che si andrà ad analizzare partitamente, per dimostrare che quanto sosteniamo fondamentalmente non differisce dalle recenti scelte di protezione ambientale effettuate dal Comune; né è con esse, soprattutto, incompatibile.
Stante questa introduzione necessaria, si espongono brevemente le ragioni per cui le scriventi esprimono i propri commenti e proposte.
a) La zona in cui sono ubicati i terreni in argomento, zona della Pianazza, costituisce un vero e proprio “altopiano”, ove la pendenza del terreno è minima, e si è in presenza di vasti “gradoni” da sempre utilizzati a scopi agricoli. Le caratteristiche morfologiche della zona in questione differiscono profondamente, eccezion fatta per la frazione della Valdurasca, da tutte le altre frazioni del Comune alle quali è stata soppressa, quasi interamente, l'edificabilità. Non a caso, l'area in cui sono ubicati i terreni in questione non necessita di specifici manufatti atti al contenimento del terreno, che è già sistemato con le sue scarpate naturali; tanto è vero che - negli anni - come è noto al Comune - non ha mai subito frane né smottamenti;
b) l'area della Pianazza - ove sono ubicati i terreni in parola - non possiede comunque un particolare carattere di pregio ambientale e naturalistico, essendo visibile solo dalla strada di via Montalbano, ed affacciandosi prevalentemente sulla Valdurasca e non sul Golfo. La vista verso la città è infatti occlusa da uno splendido bosco di pini che costituisce il vero polmone per tutta la frazione;
c) i terreni in oggetto erano già edificabili nel precedente Piano Regolatore Generale, ma, storicamente, la famiglia DEVOTO ha preferito sfruttare gli stessi a scopi agricoli, ovviamente a coltura non intensiva, con produzione propria di ortaggi ed uva. Oggi, le scriventi non sono più in grado di mantenere appieno tale destinazione d'uso, che costa fatica e oneri gravosi. Per cui una seppur minima nuova edificazione, eviterebbe - quantomeno - la perdita del presidio del territorio.
In conclusione si chiede che il contributo qui espresso venga preso come spunto per una corretta formazione del nuovo P.U.C., e che questo venga fondato sui principi imprescindibili della salvaguardia del territorio e non dell’abbandono dello stesso.
Come detto, un “taglio netto” all'edificabilità nell'area della Pianazza non solo non gioverebbe sotto il profilo ambientale, ma anzi determinerebbe un pericoloso abbandono territoriale-paesaggistico.
A dimostrazione di ciò possono essere portati ad esempio i punti in cui si sono verificate le recenti frane nei pressi di Montalbano ed Isola; ossia dove i terreni erano abbandonati, e dove l'uomo non offriva più il proprio sostanziale e fattivo apporto per la salvaguardia del territorio.
Si confida.
Distinti saluti.